PAOLO GAUDENZI

Università La Sapienza

Faccio parte della comunità dei docenti/ricercatori del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, dipartimento che ho l’onore di dirigere. Il mio lavoro di ricercatore nell’ambito delle strutture e dei sistemi aerospaziali mi ha condotto a studi di meccanica computazionale per l’analisi della resistenza dei componenti meccanico/strutturale, a sviluppare metodi innovativi di analisi dei materiali compositi sia sotto il profilo teorico che sperimentale.

 

Mi sono poi dedicato alle ‘Smart structures’, componenti meccanici con capacità di sensing, shape morphing, vibration control e, ultimamente, energy harvesting (raccolta di energia dall’ambiente) e connettività (nel mondo IoT). I sistemi spaziali mi hanno appassionato in particolare dalla costituzione del master in satelliti, un progetto sviluppato con l’Agenzia Spaziale Europea, l’ASI e le aziende spaziali. Lo spazio oggi vive tante dimensioni: la ricerca, l’esplorazione, le applicazioni, fino ad una cera e propria “space economy”, ed entra nelle vite di tutti noi molto di più di quanto noi possiamo immaginare. La mia esperienza di un docente/ricercatore vive con grande passione il rapporto con gli studenti/giovani ricercatori da un lato e la proiezione internazionale dall’altro.

 

La Sapienza ha una grande tradizione spaziale e molti sono i giovani che si iscrivono ai nostri corsi di ingegneria spaziale (oltre 90 iscritti alla laurea magistrale): in altre parole ci sentiamo come posti sulle spalle di giganti (un nome per tutti Luigi Broglio) e sentiamo la passione dei nostri giovani allievi che ci spingono ad essere all’altezza di questa bellissima tradizione.

Quale futuro ci aspetta guardando alla Luna e ricordando la grande avventura della sua prima conquista? Quale approccio dobbiamo avere noi ricercatori? Come dominare i processi dell’innovazione verso nuove sfide spaziali? Occorre agilità per seguire i travolgenti processi dell’innovazione tecnologica, occorre resilienza per sopportare le inadeguatezze del sistema pubblico nel sostenere la ricerca ed il futuro dei giovani, occorre creatività per continuare a dare risposte alle sfide che l mondo di oggi pone ai ricercatori in termini di un futuro sostenibile per il nostro pianeta, un futuro con maggiori opportunità e diritti per i propri abitanti. Dallo spazio - dalla Luna! - si vede bene quanto la Terra sia bella: la dobbiamo proteggere e con lei tutti i suoi abitanti! Che cosa avrebbe detto Leopardi se avesse potuto compiere una missione da turista spaziale (una cosa oggi divenuta quasi realtà) se guardando il cielo avesse potuto dire, invece di “Che fai tu Luna in ciel...” “Che fai tu Terra in ciel...”?

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